Di Katone
La tragedia di Torino ha portato in evidenza col suo carico di morte una situazione che nessun commentatore ha trattato: la scomparsa del potere operaio. Per tutta la guerra fredda gli operai hanno lottato per ottenere maggiori diritti e tutele. Il primo e fondamentale risultato è stata la Carta del Lavoro del 1969, legge imprescindibile che ha migliorato la situazione nelle fabbriche. Come non ricordare gli scioperi e le manifestazioni per un salario dignitoso e maggiore sicurezza sul lavoro. Una grande stagione indubbiamente, ma che ormai appartiene al passato.
Verrebbe da chiedersi perché milioni di persone che hanno avuto il potere di cambiare il loro stato di sfruttamento, oggi sono ridotti a stipendi da fame, stretti tra precariato e mancanza di sicurezza. Vediamo cosa è successo per arrivare a questa situazione.
Prima di tutto non esiste più lo stato che ha rappresentato nel bene e nel male l’aspirazione ad una società più giusta: l’URSS. Per i capitalisti un paese retto dai consigli dei lavoratori rappresentava una minaccia perenne di come le masse posso rompere la perversione della civiltà industriale. Certo, l’esperienza già sul nascere si è trasformata in una nuova forma di dittatura, orribile nel suo voler uniformare le persone ad un modello dogmatico. Per timore conveniva assecondare le forze delle fabbriche e, pur tra contrasti, ci sono stati dei miglioramenti. Da quando l’URSS è implosa, le democrazie occidentali liberiste hanno assorbito le spinte dal basso presentando una società libera dallo spettro della catastrofe globale e ricca di vetrine scintillanti e di modelle sorridenti. Il narcotico della propaganda pubblicitaria ha avuto effetto fino a quando non si è ripresentato un nuovo pericolo per la stabilità: il terrorismo fondamentalista. Infatti le coscienze si sono risvegliate dopo lo shock dell’11 settembre e ora guardano alla realtà con maggiore attenzione.
Secondo punto da sottolineare è la diminuzione della percentuale di lavoratori addetti al settore secondario, ossia il settore industriale, quello della trasformazione, e la crescita del settore terziario, ossia il settore dei servizi, quello della distribuzione:
1951 1971 1991 2000
Primario 42% 17% 9% 5%
Secondario 32% 45% 32% 20%
Terziario 26% 38% 59% 75%
Secondo i dati gli operai sono sempre di meno e quindi meno potere per fare rivendicazioni, mentre consulenti e impiegati sono aumentati enormemente, ma essendo disuniti non possono incidere sulla legislazione avanzando richieste.
Il potere operaio era frutto della rabbia degli sfruttati e della coesione di chi lavorava in ambienti e condizioni simili. I sindacati erano l’intermediario tra istituzioni e lavoratori. Molto hanno strappato ai padroni, oggi detti titolari, perché avevano la spinta dal basso che li sosteneva. Oggi i sindacati si perdono dietro a miseri aumenti salariali tralasciando le condizioni di lavoro in costante peggioramento.
Il declino percentuale degli operai si è accompagnato al declino del Partito Comunista Italiano, quello del lavoratori, che subendo varie trasformazioni si è disinteressato via via dei proletari, oggi detti consumatori, e ha spostato il proprio baricentro politico verso il centro sfociando nella nascita del Partito Democratico, formazione che nel nome richiama la tradizione americana, ma che di fatto si pone nel centro-centro-sinistra. Va da sé che i moderati agiscono con ponderatezza, anche di fronte alle emergenze.
Visto che le leggi non vengono rispettate, le ispezioni non hanno effetto e le morti continueranno, non resta che chiedere al WWF di inserire tra le specie in estinzione la classe operaia: chissà se tra il panda e le balene c’è ancora un posto libero.
purtroppo i danni sono venuti anche da un eccesso di tutele agli operai
così come una volta alcuni datori di lavoro abusavano della manodopera, oggi alcuni lavoratori abusano delle tutele
e finisce che si paga chi non lavora e si tassa chi invece produce qualcosa
in un sistema del genere il declino è inevitabile
i sindacati non proteggono i lavoratori, proteggono se stessi, e per farlo proteggono gli iscritti al sindacato
e al giorno d’oggi sono diventati un partito dei pensionati alternativo
Da: lopippo su 19 Dicembre, 2007
alle 1:27 pm