Inserito da: zeugidi | 3 Gennaio, 2008

Il 2008 del governo

di Zeugidi

 Le porte del duemilaotto si sono da poco aperte e nelle stanze del Palazzo si respira aria di profondo ottimismo. Fresche ventate che trasformano i vecchi e tormentati mesi di fine anno 2007 in una forma di velata fiducia.                                       

Le parole del ministro dell’economia Tommaso Padoa-Schioppa: “Con un avanzo di 15 miliardi di euro, messo a segno nel mese di dicembre, il fabbisogno del settore statale nel 2007 scende a 27 miliardi, 7,6 in meno rispetto ai 34,6 del 2006. Lo comunica il ministero dell’Economia. Il dato è migliore rispetto ai 28 miliardi fissati come obiettivo programmatico e segna il risultato migliore dopo il 2000.”

Gli fa eco il Premier Romano Prodi: “E’ arrivato il momento della redistribuzione, degli interventi di giustizia sociale

Anche il ministro del programma rilascia nuove dichiarazioni: “Se l’avanzo di dicembre, mese strutturalmente positivo per la finanza pubblica, sarà in linea con quelli del triennio 2004-2006, il dato 2007 potrebbe arrivare addirittura poco sopra i 20 miliardi di euro. E se Prodi parla di un deficit-pil “attorno al 2%”, alcuni pensano possa scendere anche verso l’1,7%. Non solo ha funzionato il recupero dell’evasione fiscale per 20 miliardi, sta dando buonissimi risultati anche il contenimento delle spese delle amministrazioni pubbliche

Insoma un 2008 che parte, a dir dell’esecutivo, con i migliori auspici. Si, le cifre parlano chiaro. La diminuizione della spesa pubblica è uno dei cavalli di battaglia che si devono portare avanti per una politica sensata e a lungo raggio. Se le stime sovra riportate saranno confermate, si può parlare benissimo di grande impresa. Rapporto deficit/pil più basso delle più rosee previsioni e conti pubblici sani come non mai. Una grande impresa che il governo sta portando avanti anche sconfiggendo l’evasione fiscale. Un altro tema su cui l’unione (unita almeno in questo frangente) si è battuta durante tutto l’anno e mezzo di legislatura. ma come banalmente si suol dire “non è tutto oro quello che luccica”. Eh si, perchè a fronte di un pil che non ha registrato significativi passi in avanti, si è abbassata la soglia di deficit. E questo gli alti governanti sanno come spieagarlo? Lotta all’evasione, agli sprechi amministrativi?…Certo, nessuno lo mette in dubbio. Ma poi dobbiamo contare uno straordinario afflusso di denaro che è confluito nelle casse dello Stato e che proviene proprio da noi. Noi cittadini che abbiamo patito una finanziaria dello scorso anno che prevedeva imposte su imposte. Il bene comune deve trionfare. Siamo d’accordo. Lo stato non può oltrepassare le soglie dei confini imposti dall’Europa in termini di finanza. Ma adesso, quando la situazione dei conti pubblici sembrerebbe tornata alla normalità e a fronte di un debito pubblico che ogni anno priva l’Italia di 70 miliardi di euro, c’è bisogno di tornare a crescere e di sconfiggere i nuovi mostri. L’aumento del costo della vita, il rallentamento delle produzioni e le disuguaglianze sociali, innescati da questo profondo, ma necessario cambiamento (e creati ex novo da un’economia mondiale che sembra sfuggire a ogni controllo. Ma di quest’ultima questione ne riparlerò in seguito). Fantasmi che vengono dall’alto e che vanno scacciati con forza e determinazione. Lo sciopero dei tir è stata un’appendice che ha permesso di notare come l’aumento dei prezzi ora sia più che una minaccia, una triste realtà. Inflazione alle stelle, potere d’acquisto diminuito a livelli imbarazzanti, per un cittadino medio comperare sta diventando una vera epopea. E a questi cambiamenti che derivano da un cambio euro dollaro troppo forte e dall’aumento del costo delle materie prime, lo Stato non può rimanere esterrefatto, lanciando “lenzuolate” di liberalizzazioni che paiono più che altro contentini e falsi termini di progresso (il barbiere aperto di lunedi?) o lasciando che i prezzi proposti dai venditori aumentino esponenzialmente, perchè in tale modo sono i consumatori che si rifiutano di pagare, giustamente, un bene che prima acquistavano alla metà dell’attuale valore. Il governo deve essere forte e favorire una politica che alleggerisca le imprese dai dazi fiscali perchè aumentino la produttività, ridiscuta i salari delle fasce deboli per eviatre di tornare al fine ‘800 e smantelli le oligarchie delle grandi aziende che dettano i prezzi di mercato come meglio credono, senza avere la concorrenza di nessuno. Il procedimento è delicato e se mal controllato da chi di dovere, contribuirà a bloccare l’economia. Perchè se i consumatori non consumano, i venditori di conseguenza non comprano, le aziende producono di meno e forse torneremo a commerciare spezie verso le Indie, mentre poveri operai muoiono in roghi di fabbriche maledette.

Se è il capitalismo che il mondo offre, il modo migliore è applicarlo. Perchè bloccando il Belpaese con liberalizzazioni fantasma e invecchiandolo dal punto di vista amministrativo, possiamo tranquillamente permettere al Times di scrivere ciò che vuole… In fondo siamo campioni del mondo di calcio, non di economia.

       

                                                                


Lascia un commento

La tua risposta:

Categorie