Inserito da: zeugidi | 21 Gennaio, 2008

In Papa veritas

Di Zeugidi
La giornata del Papa. Il colonnato di Bernini questa mattina ha abbracciato una folla festante, pronta ad invadere piazza San Pietro per manifestare il proprio dissenso per tutto quello che è successo o, come spesso accade, tutto quello che è stato abilmente manipolato. Cosa o chi ha fatto sì che politici, laici, giornalisti, cittadini si iritovassero tutti assieme per vivere una domenica indimenticabile? Non si sa. Una serie di circostanze, c’è chi dice volute, c’è chi dice perfettamente dettate dal caso. Una storia dal delicato intreccio, intensa, a tratti altamente emotiva e dai molteplici protagonisti. La figura di Benedetto XVI divenuta all’improvviso vittima di intolleranza, irrispettosità, brutale menefreghismo, da una parte, quella di alcuni studenti che non si capacitavano del perchè il loro rettore non avesse concesso una semplice e pacifica manifestazione, dall’altra. Nel mezzo intrigati enigmi. Rettori che diventano improvvisati tirranni, politici che scatenano dibattiti sull’ateismo e sulla moralità, mentre sullo sfondo vanno in scena scandali giudiziari e cresce vertiginosamente il partito di chi vede il tramonto di una classe politica che sta traghettando la seconda Repubblica nei meandri di una foresta oscura. La sceneggiatura è possente, ha una forte carica passioneale, e ancora le televisioni, che scatenano finimondi. Il famoso rettore….se non si sapesse che all’università La Sapienza è già tempo per le nuove elezioni di rettorato, e che da qualche anno è in corso una flessione di nuove iscrizioni, verrebbe da pensare a una casualità. A questo punto all’attento spettaotre sorgono spontanee alcune domande: perchè il preside ha respinto la richiesta di una libera e democratica manifestazione contro l’arrivo del Papa? E soprattutto, perchè l’inaugurazione dell’anno accademico in pieno gennaio? Probabilmente perchè era conscio che rifiutando l’allenstimento della protesta organizzata, gli studenti avrebbero fatto ricorso al piano 2: occupare l’aula magna, creando le condizioni ideali per un caso mediatico, e far sì che sua Santità potesse rifiutare l’invito. L’intreccio qui diventa degno del miglior Shakespeare, con vittime designate (Papa, cristianità), crudeli solleva-popoli (studenti e professori), figure che divantano di secondo piano (rettore), e nuovi narratori (giornalisti e televisioni). Il dibattto allora irrompe la scena e si consuma vorticoso come un’uragano in piena attività. Rinascono i Guelfi e i Ghibellini, gli atei e i cristiani, i laici e i moralisti e si combattono a spada tratta. E’ poi la volta di polici che diventano tutt’un tratto idealisti, sognatori e giustizieri. Lunghe interviste con tanto di documentazioni, format televisivi che spiegano tutti i dettagli di un caso divenuto storia. Ma all’appassionato spettatore, colpito da questa scenegguiatura d’autore e da dialoghi mozzafiato, sfugge il nocciolo della vicenda… la vera causa del dibattito qual’è stata?
Mentre il Papa abbraccia i suoi fedeli, e racconta di pace e fratellanza, l’Italia arranca nel pantano di scandali politici, con gli stessi politici, il giorno prima implicati in scomodi procedimenti, ed ora che vengono purificati dall’opinione pubblica al solo pensier di aver detto “io sono col Papa”. Le vere questioni passano in secondo piano, quando, si sa, a regnare non è certo il buon senso.
Come direbbe Shakespeare…C’è del marcio…
E io aggiungo… in Papa Veritas.

Risposte

  1. povero papa, ha solo uno stato sovrano da cui esternare il suo punto di vista, l’italia dovrebbe provvedere fornendogliene altri a spese dei contribuenti…


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