Inserito da: zeugidi | 6 Giugno, 2009

Elezioni Italo-Europee

di Katone

Si avvicinano le elezioni per il Parlamento Europeo. La brutta campagna elettorale è stata definita dal presidente Napolitano «fuori tono» e a ben ragione: polemiche vuote e battibecchi per il solo gusto del contendere hanno trasformato i dibattiti politici in uno spettacolo scadente. Quelle che dovrebbero essere elezioni molto importanti, e che dovrebbero renderci un po’ tutti orgogliosi (l’Italia è uno dei paesi fondatori dell’Unione Europea), vengono percepite quasi con fastidio come un appuntamento elettorale inutile, come se le uniche votazioni importanti fossero solo quelle nello Stivale. Invece sono l’unico modo che hanno i cittadini europei per far sentire la loro voce in Europa. La svalutazione dell’Europarlamento si ripercuote anche sulla gente comune che viene indotta a pensare che non serve a nulla. In realtà il problema è rovesciato: non è l’Europarlamento ad avere pochi poteri, ma sono i rappresentanti italiani che hanno poco peso al suo interno, pur essendo il secondo gruppo nazionale per numero di componenti. Non bisogna poi lamentarsi delle quote-latte, che danneggiano produttori e consumatori, o dei limiti alle emissioni inquinanti, tradotte dai sindaci con le inefficaci targhe alterne. Queste ed altre gravose imposizioni potrebbero essere di molto alleviate se alle elezioni europee venisse selezionata una pattuglia di politici capaci e determinati a fare insieme il bene dell’Italia, invece di gruppetti che continuano a litigare e che spesso prendono l’incarico come una vacanza. A dirlo sono i dati: gli europarlamentari italiani sono i più assenteisti con una media di due giorni lavorativi alla settimana. Inoltre risultano i meno preparati. Risultato: l’Italia può solo che subire le decisioni prese in Europa.

A rendere meno attraente per i nostri politici le elezioni europee contribuisce sicuramente la legge elettorale proporzionale con preferenze: gli elettori possono scegliere fino a tre rappresentanti da inviare a Strasburgo. Peccato che dal 2006 in Italia le elezioni nazionali sono a lista bloccata: gli elettori non scelgono più chi mandare in parlamento, ma delegano i partiti per nominare onorevoli e senatori. Il governo attuale aveva proposto di cambiare in questo senso la legge elettorale europea, ma non si è fatto nulla. A quanto pare la libertà di scegliere da parte dei cittadini, un diritto fondamentale per le democrazie, viene mal sopportato dai partiti italiani, che proprio in occasione delle europee si trovano sempre impreparati e a corto di figure quanto meno presentabili. E infatti non mancano candidature incentrate sulla bella presenza o sulla notorietà, a scapito di idee e di proposte. Ma davvero l’Italia ha bisogno di simboli in Europa? O forse sarebbe meglio avere europarlamentari motivati e in grado di agire con efficacia nell’Europarlamento?

Le elezioni europee sono state spesso sfruttate da personaggi che hanno subito un ridimensionamento come un parcheggio. Da queste premesse molti di loro hanno rinunciato dopo solo un anno all’incarico per tornare alla ribalta in Italia. Purtroppo questa pratica sarà di nuovo ripetuta e probabilmente questi eletti termineranno prima il mandato, evidenziando quanto poco interessi loro l’Europa e il ruolo dell’Italia nell’Unione Europea.

Comunque andranno le elezioni, i partiti le useranno come un test di gradimento, un megasondaggio pagato dai cittadini e da cui usciranno rappresentanti che difficilmente sapranno far valere le ragioni dell’Italia e che una volta eletti si perderanno nella complessità dei temi europei.


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